sabato 18 giugno 2016

CULT - L'esorcista (versione integrale) di William Friedkin, uno degli horror più famosi e amati della storia del cinema che ancora oggi suggestiona. Ottimi i personaggi e gli attori (anche la "cara" Linda Blair), impeccabile costruzione degli eventi anticipatori

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film horror cult di un grande autore.
Mi riferisco a L'esorcista di William Friedkin.
Ecco la recensione:




 
L'esorcista (versione integrale) (The Exorcist) di William Friedkin del 1973. Con Linda Blair, Ellen Burstyn, Jason Miller, Lee J. Cobb, Max von Sydow, Kitty Winn, Jack MacGowran, Reverend William O'Malley, Barton Heyman, Peter Masterson, Rudolf Schündler, Titos Vandis, William Peter Blatty. (132 min. ca.)
Chris MacNeil (Burstyn) è un'attrice divorziata. Ha una figlia dodicenne, Regan (Blair). Da un giorno all'altro la ragazzina comincia ad avere strani comportamenti (dice che il letto si muove e non la lascia dormire). La madre la porta a fare tutti gli esami del caso e la diagnosi è solo iperattività e qualcosa legato al sistema nervoso. Ma Regan continua a peggiorare e l'evidenza che sia posseduta dal demonio si palesa di lì a poco. Chris, ormai quasi rassegnata, chiama Padre Damien Karras (Miller), il quale, insieme a Padre Lankester Merrin (von Sydow), pratica un esorcismo. 























Film horror di culto e considerato uno dei più paurosi della storia del cinema, tratto dal romanzo di William Peter Blatty (che ha scritto sia il soggetto che la sceneggiatura). 
Interessante per come è costruito. Lo scoppio degli eventi arriva poco a poco: proprio quando lo spettatore comincia a prendere confidenza con i protagonisti e in realtà sembra tutto troppo tranquillo e normale, ecco che arrivano le prime avvisaglie. Un senso di malessere e di presenze si insinuano e vengono mostrate tramite immagini flash, vengono anticipate per mettere in allerta. Il risultato è scioccante, di impatto. 
Bisogna dire che le scene di "trasformazione" della povera protagonista, la sua camminata per le scale, la sua faccia non più umana (con la testa che letteralmente gira di 360°) e alcune scene come quella del crocifisso, oggi fanno sorridere (certo, vederlo al cinema, in quegli anni, dev'essere stato qualcosa di sconvolgente). Anche le sequenze dell'esorcismo sono palesemente finte. 
Forse ora come ora si rimane più che altro nauseati (soprattutto dal famosissimo vomito verde appiccicaticcio). 
Gli attori sono fantastici. Linda Blair è riuscita con poco a fare moltissimo: i suoi momenti di isteria sono perfetti, nonché quelli clou. Ellen Burstyn è sempre meravigliosa ed espressiva. Ha un viso inquietante già di suo e qui offre un'interpretazione sentita, dolente. Bravissimi anche Jason Miller e - ovviamente - Max von Sydow (invecchiato da un trucco bianchissimo). 
Ottima la fotografia, ottime scenografie, gli effetti speciali sono ormai superati ma raggiungono lo scopo (così come il trucco). E una regia consapevole, solidissima, di un vero autore. 
Memorabile la colonna sonora: il tema portante Tubular Bells di Mike Oldfield è conosciuto universalmente anche da chi non ha visto la pellicola (un po' come succede con quello scritto dai Goblin per Profondo rosso* di Dario Argento). 
Un film suggestivo, sgradevole, che lascia anche dopo la visione un senso di irrequietezza, di ansia. Da vedere assolutamente (quando si è in vena). Consigliatissimo. 


*Mia recensione
Voto: ****









Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











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